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Mostra fotografica ANICONICA di Mario Benini

Titolo della mostra: “aniconica”
Autore: Mario Benini
Genere: fotografia
Luogo: Casa di Rigoletto – Mantova, Piazza Sordello
Inaugurazione: 28 luglio – ore 18.00
Durata: 28 luglio/26 agosto 2018
Organizzazione: Comune di Mantova – Ufficio Mostre
A cura di: Carlo Micheli
Con la collaborazione di: Monica Benini
Stampa catalogo: Paolo Etturi – Mantova
Info: 0376.288208
Orari: tutti i giorni 9.00-18.00

 

Mostra fotografica AniconicaL’Homo videns è incapace di astrazione: sa solo di quello che vede alla tv.
Ma “Stato”, “giustizia”, “libertà”, sono concetti astratti: come faccio a rappresentarli in immagini?
Giovanni Sartori

Nel 1988 Mario Benini è stato tra i fondatori, assieme ad Alessandro Gennari, Giovanni Pasetti, Adriano Amati e Stefano Iori, della rivista trimestrale di letteratura, arte e poesia “La corte di Mantova “. Alberto Moravia, Carmelo Bene, Elémire Zolla, Erica Jong, Umberto Bellintani, Daniel Arasse sono solo alcuni dei nomi che contribuirono al successo di una pubblicazione per molti versi innovativa, che fece di Mantova una sorta di crocevia obbligato della cultura di quel periodo.
Mario Benini ne curò l’immagine, arricchendo le pubblicazioni con alcuni interventi grafici a commento di saggi e poesie. Negli anni successivi a questa fondamentale esperienza, dopo una parentesi pittorica tradizionale e fino ai giorni nostri, Benini ha affinato la propria ricerca focalizzando i propri interessi esclusivamente sul legame Arte – Nuove Tecnologie, creando spesso una fusione fra Computer Graphic, Fotografia e Art Mixed-Media sui supporti più disparati.
Contraddistinte da un rigore formale inappuntabile, le sue opere percorrono tutte le differenti sfumature dell’astrazione, giungendo a risultati di forte impatto visivo.
Il Comune di Mantova ospita dunque questa personale dell’artista mantovano presso la Casa di Rigoletto, nella consapevolezza di offrire un importante spaccato delle ricerche visive degli ultimi trent’anni, di cui Benini è degno rappresentante, ma anche di aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza e all’approfondimento del variegato mondo della fotografia.

Il Sindaco di Mantova
Mattia Palazzi

LA MUSICA DENTRO
Negli interventi grafici di Mario Benini, a commento di alcune poesie pubblicate su “LA CORTE”, si rivela un talento davvero non comune, capace di quegli automatismi segnici che completano, mostra aniconica Mario Beniniper sinestesia, la profondità della parola. Non illustrazioni avulse dal contenuto, dunque, ma complementi visivi che arricchiscono il linguaggio poetico. Seppure talvolta i segni rapidi e nervosi del suo fare paiono alludere a qualche reminiscenza realistica, di fatto il terreno di ricerca di Benini rimane l’astrazione, in senso lato, nelle sue molteplici accezioni. Col contestuale passaggio alla pittura ad olio, dove il segno si rarefà ulteriormente, alla ricerca di rifrazioni luminose che privilegiano le superfici specchianti in oro e argento, si apre di fatto un percorso di approfondimento tautologico, dove la fotografia irrompe zoomando sui particolari dei dipinti, catturando porzioni di segni, sgranature cromatiche, grumi materici, ma soprattutto riflessi accecanti, trasparenze vitree, sfumati impercettibili… una nuova realtà ricreata che verrà a sua volta proposta in modi sempre diversi, tramite scansioni, rielaborazioni pittoriche o fotografiche, in un inarrestabile work in progress seducente quanto privo di confini.
Anche la scelta successiva, il deciso e decisivo passaggio alla computer-art, non rappresenta comunque un cedimento concettuale. Nessun sacrificio compiuto sull’altare di photoshop, piuttosto la velocizzazione di un processo creativo che “urge” sempre più nella mente di Benini, in un rimando continuo di segni, immagini, sensazioni, quasi alla base di ogni suo progetto, di ogni sua opera, permanesse la necessità di un’ulteriore contaminazione con la parola scritta, con le intime sensazioni da questa provocate. Impossibile anche per lo stesso artista ripercorrere a ritroso gli infiniti passaggi che hanno generato le immagini finali, proprio perché non vi è consequenzialità immediata tra la parola e la rielaborazione visiva… diciamo che il testo di riferimento è la miccia che dà la stura ad una serie di esplosioni ed implosioni concatenate, giocate sul terreno instabile, quanto seducente, dell’automatismo creativo.

mostra aniconica

Nelle opere più recenti assistiamo ad una metamorfosi apparente con l’introduzione dei “marmi” e degli “arazzi”, una scelta di maturità, una nuova necessità espressiva basata sulla musicalità delle immagini. Non più dunque esplosioni incontrollate, ma la rigorosa rappresentazione delle perfette geometrie musicali, con la ricerca di nuove simmetrie espressive, quasi che il sottofondo musicale che sottende l’esistenza di ognuno di noi fosse passato, per Benini, dalla dodecafonia di Schonberg alla classicità di Mozart! Di certo in queste opere “mature” c’è più compiacimento che provocazione, più equilibrio che esplosività, più raffinatezza che irruenza. E’ forse un ritorno alle grafiche dense e perfettamente equilibrate degli esordi; è forse la riscoperta della gradevolezza formale e cromatica a scapito dello stridìo convulso degli anni Novanta; è certamente la capacità acquisita di dominare gli strumenti e il raggiungimento di quell’equilibrio formale e
concettuale cui ogni artista aspira.

Carlo Micheli