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Mostra fotografica La Rue et la Musique di Gianni Cossu

Sabato 8 Aprile 2017, alle ore 18.00, verrà inaugurata presso la Casa di Rigoletto la mostra fotografica La Rue et la Musique.

“La rue et la musique” una piacevole mostra di Gianni Cossu, Presidente del Foto Cine Club Mantova, costruita negli anni, in differenti la rue et la musiqueoccasioni di viaggio. Una testimonianza della gioia di vivere dei francesi, del loro amore per la musica, per le feste di strada, che si è tramutata nella documentazione di un clima che la cieca violenza terroristica ora ha di fatto azzerato.
Qualche tempo fa un altro membro del Foto Cine Club, Paolo Fiaccadori, ci ha proposto le immagini di una Cuba inusitata, vista attraverso la straordinaria vitalità dei suoi abitanti, in un reportage realizzato pochi mesi prima della scomparsa di Fidel Castro e, quindi, destinato a diventare, come nel caso francese, la storicizzazione di un “prima” estremamente significativo.
Le due mostre citate indicano la volontà di questa associazione di spostare il campo di interesse fuori dal territorio mantovano, alla ricerca di una dimensione meno localistica e, a giudicare da questi risultati, più attenta alle persone che non ai luoghi e alle cose.

La mostra sarà visitabile fino al 7 maggio 2017

Luogo: Casa di Rigoletto – Mantova, Piazza Sordello
Inaugurazione: 8 aprile 2017 – ore 18.00
Durata: 8 aprile / 7 maggio 2017
Organizzazione: Comune di Mantova – Ufficio Mostre
A cura di: Carlo Micheli
Con la collaborazione di: Francesca Chiappetta
Info: 0376.288208
Orari: tutti i giorni 9.00-18.00

mostra gianni cossuQuella “cossiana” è la Francia dei suonatori di strada, delle band che si esibiscono nei Metrò, dei musicisti meno fortunati che confidano nella generosità dei passanti per riempire di spiccioli la custodia della chitarra o del violino, posta con nonchalance ai loro piedi.
Ma è anche la Francia delle strade e delle piazze sempre affollate di gente, come in una perenne sagra, allietata da suoni e canti, dal cibo e dal buon vino. E dunque Gianni ha voluto rappresentare l’anima strapaesana dei nostri cugini, quella “non-Parigi” tanto diversa e lontana dalla capitale, ma è anche un affresco che ha per protagonista la gente, quella che invade quotidianamente strade e negozi, quella che passeggia nel parco e si ferma ad ascoltare un musicista itinerante, quella che si reca assonnata al lavoro col metrò… la gente “comune”, come si è soliti definirla, quell’insieme di persone che più di ogni altro ha subito i colpi inferti alla comunità francese dalla follia del terrorismo.
È giusto segnalare come queste immagini risalgano a momenti lontani, a periodi senza dubbio più sereni e gioiosi ed è storicamente significativo poterle confrontare col clima attuale, con le odierne tensioni.
Le immagini del “prima” servono a quantificare i danni, ma anche, soprattutto, a ricostruire ciò che è andato perduto o, per lo meno, a conservarne la memoria.