Quando entriamo in un museo, siamo abituati a osservare le opere e lasciarci guidare dalla loro bellezza. Ma cosa succede quando la natura diventa essa stessa qualcosa da studiare, imitare, collezionare e persino ricreare?
È questa la domanda da cui prende forma Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio, la nuova mostra di Fondazione Palazzo Te a Mantova, in programma dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027.
Un’esposizione che porta nelle sale monumentali di Palazzo Te opere di grandi artisti, oggetti rari, disegni, sculture, materiali esotici e automi, costruendo un dialogo diretto con l’architettura e gli affreschi di Giulio Romano.
Per chi vuole visitarla, c’è anche un motivo in più per organizzarsi in anticipo: prenotando entro il 25 settembre è possibile beneficiare della tariffa di prevendita attuale, prima dell’adeguamento dei prezzi previsto dal 26 settembre.
Una mostra sulla natura, ma anche sul modo in cui l’uomo cerca di comprenderla
Nel Cinquecento la natura poteva essere fonte di meraviglia e paura allo stesso tempo.
Era una forza da osservare e conoscere, ma anche qualcosa di misterioso, imprevedibile e difficile da controllare. Artisti, scienziati, collezionisti e corti rinascimentali la studiavano, la rappresentavano e cercavano nuovi modi per riprodurne le forme.
Da qui parte l’idea di “Inventare la natura”.
Il percorso mette in relazione arte, scienza e tecnologia, mostrando come nel Rinascimento l’osservazione del mondo naturale potesse trasformarsi in ricerca artistica, collezionismo, spettacolo e sperimentazione.
In questa prospettiva Palazzo Te non è soltanto il luogo che ospita la mostra; gli ambienti progettati da Giulio Romano diventano parte del racconto.

Sette sezioni per scoprire sette modi di guardare la natura
La mostra si sviluppa attraverso sette sezioni tematiche, ognuna legata a un diverso rapporto con il mondo naturale.
1. Creare: la natura come forza generatrice
Il percorso comincia nella Camera degli Stucchi, dove il tema è quello della natura come forza capace di generare la vita.
La figura della Dea Natura viene messa in relazione con opere antiche e rinascimentali, tra cui la Diana Efesina proveniente dal Museo Archeologico di Napoli e opere di Niccolò Tribolo e Francesco Primaticcio.
Accanto a queste opere trova spazio anche il lavoro dell’artista contemporanea Christiane Löhr, creando un primo collegamento tra la rappresentazione della natura nel passato e la ricerca artistica contemporanea.
2. Distruggere: quando la natura sfugge al controllo
Nella Camera degli Imperatori e nella Camera dei Giganti, la natura mostra il suo lato più imprevedibile: tempeste, frane, alluvioni e terremoti diventano immagini di una forza che l’uomo non può semplicemente dominare.
Qui sono esposti anche gli iconici disegni di Leonardo da Vinci, Tempesta e Frana, insieme all’Alluvione del Colmeda di Jacopo Bassano.
Il percorso conduce poi alla spettacolare Camera dei Giganti, dove la potenza dei titani sconvolge l’ordine naturale.
3. Sorprendere: la natura diventa meraviglia
Nel Camerino delle Grottesche il visitatore entra idealmente nelle grotte con fontane che caratterizzavano i giardini delle corti rinascimentali, luoghi pensati per lo svago e la sorpresa.
A evocare questo mondo ci sono tre bronzetti provenienti dal Museo del Bargello: un Gufo, una Fagiana e un’Aquila, attribuiti rispettivamente a Bartolomeo Ammannati e Giambologna.
4. Conoscere: osservare e catalogare il mondo naturale
La quarta sezione, nella Camera dei Candelabri, affronta lo studio della natura.
Piante e animali vengono disegnati, osservati e catalogati. Il collezionismo naturalistico cresce e nascono vere e proprie raccolte dedicate alla conoscenza del mondo naturale.
Al centro di questo sistema si trova la figura di Ulisse Aldrovandi, bolognese, naturalista e collezionista, che costruì un museo naturale nel proprio palazzo e lavorò alla catalogazione della varietà della natura attraverso immagini dipinte e a stampa.
In mostra si incontrano disegni naturalistici, dipinti come La pescivendola di Vincenzo Campi e Natura morta del Maestro di Hartford, oltre al volume Historia naturale di Ferrante Imperato.
5. Riprodurre: quando la natura diventa un’opera d’arte
La quinta sezione porta il visitatore nella Camera delle Cariatidi, dove il confine tra arte e studio scientifico diventa molto sottile.
Artisti e artigiani cercano di riprodurre con grande precisione piante, animali e forme naturali, trasformandoli in bronzi, ceramiche e calchi.
Tra gli oggetti esposti ci sono i bronzi di Andrea Riccio, le ceramiche della cerchia di Bernard Palissy e i calchi sperimentali in argento attribuiti a Wenzel Jamnitzer.
Lucertole, granchi e piante diventano così modelli da trasformare in manufatti artistici.
6. Stupire: la natura entra nelle Wunderkammer
La Sala dei Capitani porta invece dentro il mondo delle corti e delle Wunderkammer, le “stanze delle meraviglie” in cui venivano raccolti oggetti rari, curiosi ed esotici.
Qui troviamo Caravaggio, con l’Autoritratto in veste di Bacco, e Giuseppe Arcimboldo, rappresentato dall’Ortolano e da Il cuoco.
La natura diventa gioco, curiosità e spettacolo.
Uova di struzzo, noci di cocco, nautilus, denti di narvalo e altri materiali naturali raccontano un collezionismo che ormai supera i confini europei.
Accanto a questi oggetti trovano spazio anche le rappresentazioni di animali esotici di Teodoro Ghisi e gli studi di Agostino e Annibale Carracci.
7. Animare: imitare la natura attraverso la tecnologia
L’ultima sezione, nella Camera delle Vittorie, guarda a un’altra forma di meraviglia: quella prodotta dai meccanismi.
Gli automi rinascimentali cercano di imitare movimenti e suoni della natura, trasformando la tecnologia in spettacolo.
Tra gli oggetti esposti ci sono automi a forma di orso e di struzzo, un Orologio a globo da tavolo con automa a forma di turco e l’Orologio con automa a torre per Ferrante Gonzaga di Castiglione.
È un finale che mette in luce una domanda ancora attuale: fino a dove può spingersi l’uomo quando prova a riprodurre ciò che vede in natura?
Perché visitare la mostra a Palazzo Te
Il punto interessante di Inventare la natura è proprio il rapporto tra le opere e il luogo che le ospita.
Non si tratta di una mostra costruita in uno spazio neutro, le sette sezioni entrano nelle sale monumentali di Palazzo Te e dialogano con l’apparato decorativo di Giulio Romano.
Il progetto di allestimento, curato da AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, utilizza piccole architetture in metallo e tessuti di pregio, mantenendo un rapporto discreto con gli affreschi.
Il risultato è un percorso in cui architettura, arte e natura si incontrano continuamente.
Da Palazzo Te a una Mantova tutta da scoprire

Il progetto non si ferma alle sale della mostra. Fondazione Palazzo Te ha coinvolto diverse realtà cittadine e territoriali per costruire un percorso più ampio dedicato alle diverse forme della natura.
Tra queste ci sono:
- Palazzo Ducale di Mantova
- Palazzo D’Arco
- Biblioteca Teresiana
- Liceo Classico Virgilio
- Riserva Naturale Statale Bosco Fontana – Comune di Marmirolo
L’idea è quella di collegare patrimonio artistico, collezioni naturalistiche e territorio, trasformando la visita alla mostra in un’occasione per conoscere anche altri luoghi di Mantova.
Durante il periodo dell’esposizione sono previste anche attività educative, incontri, iniziative di mediazione ed eventi performativi, insieme a collaborazioni con associazioni e realtà impegnate nella conoscenza e nella cura dell’ambiente.
Un appuntamento da segnare in agenda
Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio sarà visitabile a Palazzo Te dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027.
Se stai programmando una visita a Mantova nei prossimi mesi, è un’occasione per vedere opere di Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio, Carracci e altri protagonisti della cultura rinascimentale all’interno di un percorso costruito appositamente per dialogare con Palazzo Te.
E c’è una scadenza da ricordare: 25 settembre 2026.
Prenotando entro quella data puoi usufruire della tariffa di prevendita attuale, prima dell’adeguamento dei prezzi previsto dall’apertura della mostra.
Vuoi scoprire la mostra e organizzare la tua visita? Consulta le informazioni ufficiali di Palazzo Te e prenota il tuo biglietto prima del 25 settembre.