Dal 10 settembre 2026 al 5 aprile 2025, la Sonnabend Collection Mantova presenta una mostra dedicata a Gilbert & George, una tra le figure più significative e innovative dell’arte contemporanea.
A quasi vent’anni dall’ultima grande mostra dedicata ai due artisti britannici in Italia, otto opere emblematiche ripercorrono quasi sessant’anni di ricerca artistica: dai monumentali disegni di “The Bar II” (1972) alle celebri immagini su larga scala che hanno reso inconfondibile il loro linguaggio visivo.
La mostra, curata da Mario Codognato, approfondisce anche lo storico legame tra Gilbert & George e Ileana Sonnabend, iniziato nel 1971, anno in cui la celebre The Singing Sculpture ne inaugurò la sede di New York, segnando l’inizio di un sodalizio umano e professionale durato decenni.
A quasi vent’anni dall’ultima importante presenza monografica in Italia, la Sonnabend Collection propone a Palazzo della Ragione un focus approfondito e di grande rigore concettuale. Si tratta di una selezione di otto opere emblematiche che arrivano in Italia per la prima volta e che ripercorrono i passaggi chiave di quasi sessant’anni di carriera, affrontando i loro temi cardine: dal sesso alla politica, dalla religione all’identità urbana, fino alla mortalità.
Il percorso espositivo si struttura sul dialogo diretto tra le stagioni degli esordi e la produzione recente. Il punto di partenza è rappresentato dai monumentali disegni a carboncino di The Bar II (1972), uno spazio sospeso, silenzioso e melanconico.
Dagli anni Ottanta lo sguardo si sposta verso i celebri e coloratissimi quadri su grande scala disposti a griglia geometrica, che riflettono il microcosmo del nostro mondo. Attraverso questa tecnica inconfondibile, la mostra attraversa capitoli dissacranti e provocatori come Piss off! (2014), un grido di ribellione visiva contro i tabù sociali, l’inquietudine urbana ed esasperata di Bale (2013), fino alle visioni ironiche e surreali di Beardway (2016), dove le loro sembianze si mascherano dietro l’ossessione contemporanea per le barbe, trasformandoli in divinità pop contemporanee.